Le News di Unioncamere http://www.unioncamere.gov.it http://www.unioncamere.gov.it/images/logo_camcom.gif http://www.unioncamere.gov.it Le News di Unioncamere Le News di Unioncamere http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss http://www.unioncamere.gov.it <![CDATA[ Lavoro: nel 2021, 6 imprese su 10 hanno programmato assunzioni Ma il match domanda-offerta di lavoro è sempre più difficile ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5034C160S123/lavoro--nel-2021--6-imprese-su-10-hanno-programmato-assunzioni-ma-il-match-domanda-offerta-di-lavoro-è-sempre-più-difficile.htm Mon, 31 Jan 2022 08:01:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5034C160S123/lavoro--nel-2021--6-imprese-su-10-hanno-programmato-assunzioni-ma-il-match-domanda-offerta-di-lavoro-è-sempre-più-difficile.htm Trasformazione digitale e costruzioni hanno trainato la ripresa occupazionale

Nel 2021, 6 imprese su 10 dell’industria e dei servizi hanno programmato assunzioni (a fronte del 58,8% del 2019); 4,6 milioni le entrate previste (+0,5% rispetto a prima della pandemia); crescono in tutti i settori e sono sempre di più difficile reperimento le ricerche di personale specializzato, mentre diminuiscono le richieste per le professioni impiegatizie e la domanda di diplomati e qualificati; la difficoltà di reperimento è in aumento per quasi tutti i profili professionali. E’ lo scenario delineato dal Bollettino annuale 2021 del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che mostra chiaramente come i driver principali delle trasformazioni in atto siano le competenze digitali (il 71% delle imprese ha investito in trasformazione digitale nel 2021) e la transizione verso un’economia più sostenibile (il 53% investe in competenze green).

La ripresa dell’economia – commenta il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete - porta con sé una ripresa anche per l’occupazione. Ma permane il gap tra domanda e offerta di lavoro che ha diverse ragioni. Per i profili più qualificati c’è indubbiamente una carenza numerica ed è fondamentale per questo lavorare sull’orientamento all’interno dei percorsi scolastici. Per i profili meno qualificati, invece, un tema chiave è quello dell’esperienza e occorre insistere sulla utilità per i giovani di avere, già dalla scuola, un primo contatto con il mondo del lavoro e di sperimentare sul campo le proprie inclinazioni e abilità”.

 

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Trasformazione digitale e costruzioni hanno trainato la ripresa occupazionale

Nel 2021, 6 imprese su 10 dell’industria e dei servizi hanno programmato assunzioni (a fronte del 58,8% del 2019); 4,6 milioni le entrate previste (+0,5% rispetto a prima della pandemia); crescono in tutti i settori e sono sempre di più difficile reperimento le ricerche di personale specializzato, mentre diminuiscono le richieste per le professioni impiegatizie e la domanda di diplomati e qualificati; la difficoltà di reperimento è in aumento per quasi tutti i profili professionali. E’ lo scenario delineato dal Bollettino annuale 2021 del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che mostra chiaramente come i driver principali delle trasformazioni in atto siano le competenze digitali (il 71% delle imprese ha investito in trasformazione digitale nel 2021) e la transizione verso un’economia più sostenibile (il 53% investe in competenze green).

La ripresa dell’economia – commenta il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete - porta con sé una ripresa anche per l’occupazione. Ma permane il gap tra domanda e offerta di lavoro che ha diverse ragioni. Per i profili più qualificati c’è indubbiamente una carenza numerica ed è fondamentale per questo lavorare sull’orientamento all’interno dei percorsi scolastici. Per i profili meno qualificati, invece, un tema chiave è quello dell’esperienza e occorre insistere sulla utilità per i giovani di avere, già dalla scuola, un primo contatto con il mondo del lavoro e di sperimentare sul campo le proprie inclinazioni e abilità”.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Sostenibilità: a Venezia la cerimonia del Premio Imprese Ambiente, il più alto riconoscimento italiano per le aziende green ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5032C160S123/sostenibilità--a-venezia-la-cerimonia-del-premio-imprese-ambiente--il--più-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Fri, 28 Jan 2022 13:01:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5032C160S123/sostenibilità--a-venezia-la-cerimonia-del-premio-imprese-ambiente--il--più-alto-riconoscimento-italiano-per-le-aziende-green.htm Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, Unioncamere e con il patrocinio del ministero della Transizione ecologica

Venerdì 4 febbraio - ore 15.00, Sale Apollinee del Teatro La Fenice e in diretta YouTube https://youtu.be/UMroHIteNQ8

Nella città candidata a diventare la capitale mondiale della sostenibilità torna, questa volta in presenza, la Cerimonia della IX edizione del Premio Imprese Ambiente, il più alto riconoscimento italiano le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Venerdì 4 febbraio - ore 15.00 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice a Venezia la Camera di Commercio di Venezia Rovigo promotrice del bando insieme a Unioncamere e con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologia, assegnerà i riconoscimenti alle 8 imprese italiane finaliste selezionate su 74 candidature arrivate da 13 regioni d’Italia, prevalentemente dal Veneto, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte.

L’evento trasmesso in diretta anche sul canale YouTube https://youtu.be/UMroHIteNQ8 visibile anche sulla pagina Facebook della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e sul sito del Premio https://www.premioimpresambiente.it/, insieme ai saluti di Massimo Zanon, presidente della Camera di commercio di Venezia Rovigo, ospiterà gli interventi di Marco Frey, docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e presidente della giuria del Premio Impresa Ambiente e Paola Migliorini vicecapo unità Produzione, prodotti e consumi sostenibili, Direzione generale Ambiente della Commissione Europea che traccerà una panoramica delle opportunità per le imprese che investono nella transizione verde.

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Promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, Unioncamere e con il patrocinio del ministero della Transizione ecologica

Venerdì 4 febbraio - ore 15.00, Sale Apollinee del Teatro La Fenice e in diretta YouTube https://youtu.be/UMroHIteNQ8

Nella città candidata a diventare la capitale mondiale della sostenibilità torna, questa volta in presenza, la Cerimonia della IX edizione del Premio Imprese Ambiente, il più alto riconoscimento italiano le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Venerdì 4 febbraio - ore 15.00 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice a Venezia la Camera di Commercio di Venezia Rovigo promotrice del bando insieme a Unioncamere e con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologia, assegnerà i riconoscimenti alle 8 imprese italiane finaliste selezionate su 74 candidature arrivate da 13 regioni d’Italia, prevalentemente dal Veneto, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte.

L’evento trasmesso in diretta anche sul canale YouTube https://youtu.be/UMroHIteNQ8 visibile anche sulla pagina Facebook della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e sul sito del Premio https://www.premioimpresambiente.it/, insieme ai saluti di Massimo Zanon, presidente della Camera di commercio di Venezia Rovigo, ospiterà gli interventi di Marco Frey, docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e presidente della giuria del Premio Impresa Ambiente e Paola Migliorini vicecapo unità Produzione, prodotti e consumi sostenibili, Direzione generale Ambiente della Commissione Europea che traccerà una panoramica delle opportunità per le imprese che investono nella transizione verde.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: 332mila nuove iscrizioni nel 2021 ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5025C160S123/imprese--332mila-nuove-iscrizioni-nel-2021.htm Fri, 21 Jan 2022 09:01:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5025C160S123/imprese--332mila-nuove-iscrizioni-nel-2021.htm Ma non siamo ancora ai valori pre-pandemia

Il miglioramento delle prospettive dell’economia viene confermato dai dati sulla creazione di nuove imprese ma non siamo ancora tornati ai valori precedenti alla pandemia. E’ quanto emerge dal Registro delle Imprese delle Camere di commercio, l’anagrafe ufficiale delle imprese italiane. Secondo Movimprese - l’analisi statistica realizzata da Unioncamere e InfoCamere - il 2021 si è chiuso con un ritrovato slancio delle attività imprenditoriali che, tra gennaio e dicembre, hanno fatto registrare 332.596 nuove iscrizioni (il 14% in più rispetto all’anno precedente).

Dopo la frenata imposta nel 2020 dal lockdown e dalla fase acuta dell’emergenza Covid, il rimbalzo della natalità non ha però coinciso con un pieno recupero del dato pre-pandemia, mantenendo un gap di circa 20mila aperture in meno rispetto al 2019 e di circa 50mila in meno rispetto alla media del decennio ante-Covid.

I risultati dell’analisi – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete - mostrano che l’andamento delle iscrizioni è certamente correlato alle prospettive dell’economia ma anche determinato da andamenti settoriali diversificati e dalle politiche di aiuti pubblici. Appare poi incoraggiante il significativo contributo dato dalle regioni del Mezzogiorno alla crescita del tessuto produttivo”.

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Ma non siamo ancora ai valori pre-pandemia

Il miglioramento delle prospettive dell’economia viene confermato dai dati sulla creazione di nuove imprese ma non siamo ancora tornati ai valori precedenti alla pandemia. E’ quanto emerge dal Registro delle Imprese delle Camere di commercio, l’anagrafe ufficiale delle imprese italiane. Secondo Movimprese - l’analisi statistica realizzata da Unioncamere e InfoCamere - il 2021 si è chiuso con un ritrovato slancio delle attività imprenditoriali che, tra gennaio e dicembre, hanno fatto registrare 332.596 nuove iscrizioni (il 14% in più rispetto all’anno precedente).

Dopo la frenata imposta nel 2020 dal lockdown e dalla fase acuta dell’emergenza Covid, il rimbalzo della natalità non ha però coinciso con un pieno recupero del dato pre-pandemia, mantenendo un gap di circa 20mila aperture in meno rispetto al 2019 e di circa 50mila in meno rispetto alla media del decennio ante-Covid.

I risultati dell’analisi – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete - mostrano che l’andamento delle iscrizioni è certamente correlato alle prospettive dell’economia ma anche determinato da andamenti settoriali diversificati e dalle politiche di aiuti pubblici. Appare poi incoraggiante il significativo contributo dato dalle regioni del Mezzogiorno alla crescita del tessuto produttivo”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Anche gli enti del sistema camerale tra i soggetti attuatori del PNRR ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5022C160S123/anche-gli-enti-del-sistema-camerale-tra-i-soggetti-attuatori-del-pnrr.htm Mon, 17 Jan 2022 09:01:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5022C160S123/anche-gli-enti-del-sistema-camerale-tra-i-soggetti-attuatori-del-pnrr.htm Anche il sistema camerale, nelle sue articolazioni (Unioncamere Camere di commercio, Unioni regionali, organismi strumentali e Camere italiane all’estero), potrà essere coinvolto nella realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Lo stabilisce il DL Recovery (decreto legge 152/2021).

Le Camere di commercio e gli enti ad esse collegate potranno dare il proprio contributo alle amministrazioni centrali, alle Regioni e agli enti locali, titolari dei programmi del PNRR, per l’attuazione ai progetti attraverso la propria rete territoriale.

Modificando il Decreto Legge 77/2021 (Governance del PNRR), il Decreto Recovery, la cui legge di conversione è entrata in vigore il 1° gennaio, stabilisce che, per assicurare l’efficace e tempestiva attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le amministrazioni centrali, regionali e locali possono avvalersi del supporto tecnico-operativo, oltre che di enti vigilati e di società a prevalente partecipazione pubblica, anche degli enti del sistema camerale.

Con questa previsione, introdotta dal Parlamento, si è ampliato il numero dei soggetti che possono essere chiamati a dare attuazione al PNRR”, chiarisce il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “E’ una misura importante perché permette di mettere in campo le Camere di commercio che sono presenti nei diversi territori e questo consentirà di raggiungere più facilmente le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, che rappresentano l’ossatura portante del sistema produttivo nazionale”.

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Anche il sistema camerale, nelle sue articolazioni (Unioncamere Camere di commercio, Unioni regionali, organismi strumentali e Camere italiane all’estero), potrà essere coinvolto nella realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Lo stabilisce il DL Recovery (decreto legge 152/2021).

Le Camere di commercio e gli enti ad esse collegate potranno dare il proprio contributo alle amministrazioni centrali, alle Regioni e agli enti locali, titolari dei programmi del PNRR, per l’attuazione ai progetti attraverso la propria rete territoriale.

Modificando il Decreto Legge 77/2021 (Governance del PNRR), il Decreto Recovery, la cui legge di conversione è entrata in vigore il 1° gennaio, stabilisce che, per assicurare l’efficace e tempestiva attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le amministrazioni centrali, regionali e locali possono avvalersi del supporto tecnico-operativo, oltre che di enti vigilati e di società a prevalente partecipazione pubblica, anche degli enti del sistema camerale.

Con questa previsione, introdotta dal Parlamento, si è ampliato il numero dei soggetti che possono essere chiamati a dare attuazione al PNRR”, chiarisce il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “E’ una misura importante perché permette di mettere in campo le Camere di commercio che sono presenti nei diversi territori e questo consentirà di raggiungere più facilmente le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, che rappresentano l’ossatura portante del sistema produttivo nazionale”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Servizi pubblici locali: +13 % per le PMI nel 2021 ma +7% rispetto al 2016 ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5018C160S123/servizi-pubblici-locali---13---per-le-pmi-nel-2021--ma--7--rispetto-al-2016.htm Thu, 13 Jan 2022 10:01:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5018C160S123/servizi-pubblici-locali---13---per-le-pmi-nel-2021--ma--7--rispetto-al-2016.htm Per energia, gas naturale, acqua e rifiuti le Pmi nel 2021 hanno pagato il 13,3% in più del 2020. Dal bilancio realizzato da Unioncamere-BMTI sull’evoluzione delle tariffe pagate nell’ultimo anno dalle piccole e medie imprese italiane per i principali servizi pubblici, emerge che i più penalizzati sono stati i negozi di beni non alimentari, per i quali la spesa è aumentata del +20,3%. Meno pronunciati i rialzi per i negozi ortofrutticoli (+8,7%). Gli incrementi di spesa dipendono prevalentemente dall’andamento del costo della fornitura di energia elettrica e gas naturale, aumentati rispettivamente del +15,3% e +22,2% in dodici mesi.

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Per energia, gas naturale, acqua e rifiuti le Pmi nel 2021 hanno pagato il 13,3% in più del 2020. Dal bilancio realizzato da Unioncamere-BMTI sull’evoluzione delle tariffe pagate nell’ultimo anno dalle piccole e medie imprese italiane per i principali servizi pubblici, emerge che i più penalizzati sono stati i negozi di beni non alimentari, per i quali la spesa è aumentata del +20,3%. Meno pronunciati i rialzi per i negozi ortofrutticoli (+8,7%). Gli incrementi di spesa dipendono prevalentemente dall’andamento del costo della fornitura di energia elettrica e gas naturale, aumentati rispettivamente del +15,3% e +22,2% in dodici mesi.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Cresce l'Italia dei brevetti: +5,3% le invenzioni pubblicate in Europa ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5014C160S123/cresce-l-italia-dei-brevetti---5-3--le-invenzioni-pubblicate-in-europa.htm Wed, 05 Jan 2022 10:01:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5014C160S123/cresce-l-italia-dei-brevetti---5-3--le-invenzioni-pubblicate-in-europa.htm E’ ancora presto per capire cosa sia successo con la pandemia, ma un fatto fa ben sperare anche riguardo al rilancio dell’economia italiana: l’Italia innovativa, quella che fa ricerca e produce brevetti a livello europeo, sta crescendo. Sono 4.465 le domande di brevetto italiane pubblicate dall’European Patent Office (EPO) nel 2020, secondo l’analisi effettuata da Unioncamere–Dintec, il 5,3% in più dell’anno precedente. Dal 2008 le invenzioni italiane protette a livello europeo sono state quasi 52mila e per quasi l’80% si devono a soggetti (imprese, enti di ricerca e persone fisiche) residenti nelle regioni settentrionali.

I dati sui brevetti italiani in Europa – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete - dimostrano che il nostro Paese ha una capacità di innovazione importante non solo nei settori ad alta intensità di conoscenza ma anche in quelli tipici dell’Italian style”.

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E’ ancora presto per capire cosa sia successo con la pandemia, ma un fatto fa ben sperare anche riguardo al rilancio dell’economia italiana: l’Italia innovativa, quella che fa ricerca e produce brevetti a livello europeo, sta crescendo. Sono 4.465 le domande di brevetto italiane pubblicate dall’European Patent Office (EPO) nel 2020, secondo l’analisi effettuata da Unioncamere–Dintec, il 5,3% in più dell’anno precedente. Dal 2008 le invenzioni italiane protette a livello europeo sono state quasi 52mila e per quasi l’80% si devono a soggetti (imprese, enti di ricerca e persone fisiche) residenti nelle regioni settentrionali.

I dati sui brevetti italiani in Europa – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete - dimostrano che il nostro Paese ha una capacità di innovazione importante non solo nei settori ad alta intensità di conoscenza ma anche in quelli tipici dell’Italian style”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: le imprese prevedono 458mila entrate a gennaio ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5013C160S123/lavoro--le-imprese-prevedono-458mila-entrate-a-gennaio.htm Tue, 04 Jan 2022 09:01:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5013C160S123/lavoro--le-imprese-prevedono-458mila-entrate-a-gennaio.htm Prosegue la ripresa per l’industria, frena il turismo, cresce il mismatch e la domanda di lavoratori immigrati

Sono poco meno di 458mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di gennaio e saliranno a circa 1,2 milioni nel trimestre gennaio-marzo. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra un incremento delle entrate previste (+112mila su gennaio 2021 e +265mila in confronto al trimestre gennaio-marzo 2021). Positivo anche il confronto rispetto a dicembre 2021, con 104mila contratti in più (+29,4%), per tutti i settori economici tranne che per il turismo dove pesano le crescenti incertezze legate all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

 

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Prosegue la ripresa per l’industria, frena il turismo, cresce il mismatch e la domanda di lavoratori immigrati

Sono poco meno di 458mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di gennaio e saliranno a circa 1,2 milioni nel trimestre gennaio-marzo. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra un incremento delle entrate previste (+112mila su gennaio 2021 e +265mila in confronto al trimestre gennaio-marzo 2021). Positivo anche il confronto rispetto a dicembre 2021, con 104mila contratti in più (+29,4%), per tutti i settori economici tranne che per il turismo dove pesano le crescenti incertezze legate all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Artigiani: quasi 9mila imprese in più in 9 mesi ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5012C160S123/artigiani--quasi-9mila-imprese-in-più-in-9-mesi.htm Wed, 29 Dec 2021 09:12:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5012C160S123/artigiani--quasi-9mila-imprese-in-più-in-9-mesi.htm Lombardia e Piemonte regioni-guida, dorsale adriatica in affanno

Tornano a crescere le imprese artigiane. Tra gennaio e settembre il bilancio tra iscrizioni e cessazioni di attività del comparto si è attestato a quasi 9mila imprese in più, pari ad un tasso di crescita dello 0,67% rispetto alla fine del 2020, riportando in terreno positivo il saldo dopo un lungo periodo di contrazione e poi di lento recupero. Per effetto di questa progressione, al 30 settembre scorso il perimetro del settore si è attestato 1.295.221 mila unità. E’ quanto emerge dall’analisi Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

La ripresa economica sospinge la risalita del settore artigiano, ambito importante dell’economia nazionale”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Questo significa che tra gli italiani c’è un rinnovato ottimismo, una voglia di ‘fare’, mettendosi in proprio, che mi auguro si protragga nei prossimi mesi”.

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Lombardia e Piemonte regioni-guida, dorsale adriatica in affanno

Tornano a crescere le imprese artigiane. Tra gennaio e settembre il bilancio tra iscrizioni e cessazioni di attività del comparto si è attestato a quasi 9mila imprese in più, pari ad un tasso di crescita dello 0,67% rispetto alla fine del 2020, riportando in terreno positivo il saldo dopo un lungo periodo di contrazione e poi di lento recupero. Per effetto di questa progressione, al 30 settembre scorso il perimetro del settore si è attestato 1.295.221 mila unità. E’ quanto emerge dall’analisi Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

La ripresa economica sospinge la risalita del settore artigiano, ambito importante dell’economia nazionale”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Questo significa che tra gli italiani c’è un rinnovato ottimismo, una voglia di ‘fare’, mettendosi in proprio, che mi auguro si protragga nei prossimi mesi”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Pranzo di Natale più costoso nel 2021 ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5010C160S123/pranzo-di-natale-più-costoso-nel-2021.htm Wed, 22 Dec 2021 11:12:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5010C160S123/pranzo-di-natale-più-costoso-nel-2021.htm Il pranzo di Natale costerà di più per gli italiani quest’anno. Le elaborazioni Unioncamere-BMTI sui dati rilevati dalle Camere di commercio confermano una chiusura d’anno caratterizzata da diffusi rialzi dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agroalimentari, con molti prodotti che mostrano una crescita a doppia cifra rispetto allo scorso anno.

In aumento i prezzi delle carni sostenuti dal buon andamento della domanda. Nello specifico, i prezzi all’ingrosso delle carni bovine hanno registrato un prolungato aumento nella seconda parte dell’anno, conseguente anche alla ripartenza del canale Ho.re.ca., tornando al di sopra sia dei livelli del 2020 che del 2019. L’incremento annuo registrato a metà dicembre si attesta su un +15% sia per la carne di vitellone che per la carne di vitello. Confermati i rialzi anche per la carne di pollame, iniziati a inizio novembre. Nello specifico, si rileva un +13% per la carne di pollo e +17% per la carne di tacchino, rispetto al 2020 e +32,4% per il pollo e +6,7% per il tacchino, rispetto al 2019.

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Il pranzo di Natale costerà di più per gli italiani quest’anno. Le elaborazioni Unioncamere-BMTI sui dati rilevati dalle Camere di commercio confermano una chiusura d’anno caratterizzata da diffusi rialzi dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agroalimentari, con molti prodotti che mostrano una crescita a doppia cifra rispetto allo scorso anno.

In aumento i prezzi delle carni sostenuti dal buon andamento della domanda. Nello specifico, i prezzi all’ingrosso delle carni bovine hanno registrato un prolungato aumento nella seconda parte dell’anno, conseguente anche alla ripartenza del canale Ho.re.ca., tornando al di sopra sia dei livelli del 2020 che del 2019. L’incremento annuo registrato a metà dicembre si attesta su un +15% sia per la carne di vitellone che per la carne di vitello. Confermati i rialzi anche per la carne di pollame, iniziati a inizio novembre. Nello specifico, si rileva un +13% per la carne di pollo e +17% per la carne di tacchino, rispetto al 2020 e +32,4% per il pollo e +6,7% per il tacchino, rispetto al 2019.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Crisi d'impresa: compie un mese la piattaforma per la composizione negoziata ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A5007C160S123/crisi-d-impresa--compie-un-mese-la-piattaforma-per-la-composizione-negoziata.htm Wed, 15 Dec 2021 10:12:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A5007C160S123/crisi-d-impresa--compie-un-mese-la-piattaforma-per-la-composizione-negoziata.htm Una partenza a piccoli passi ma con buone prospettive. A un mese dall’attivazione della piattaforma del sistema camerale (www.composizionenegoziata.camcom.it), sono oltre 70 le domande depositate per la composizione negoziata della crisi d’impresa, di cui 23 già formalmente inviate. La piattaforma è prevista dalla nuova disciplina, introdotta con la legge 147 del 21 ottobre 2021.

Poche le aziende “sotto soglia”, cioè di piccola e piccolissima dimensione, che hanno al momento fatto ricorso alla procedura. La maggioranza inoltre ha chiesto l’adozione delle cosiddette “misure protettive” del patrimonio.

Il primo bilancio dall’avvio della procedura di composizione negoziata, effettuato da Unioncamere, sconta peraltro le problematiche riguardanti il numero, ancora ridotto, di esperti abilitati chiamati a condurre la procedura. Attualmente, infatti, sono solo una ventina in tutta Italia le figure che hanno chiesto ed ottenuto l’iscrizione agli elenchi regionali previsti dalla normativa ed ognuno di essi può gestire un massimo di 2 procedure.

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Una partenza a piccoli passi ma con buone prospettive. A un mese dall’attivazione della piattaforma del sistema camerale (www.composizionenegoziata.camcom.it), sono oltre 70 le domande depositate per la composizione negoziata della crisi d’impresa, di cui 23 già formalmente inviate. La piattaforma è prevista dalla nuova disciplina, introdotta con la legge 147 del 21 ottobre 2021.

Poche le aziende “sotto soglia”, cioè di piccola e piccolissima dimensione, che hanno al momento fatto ricorso alla procedura. La maggioranza inoltre ha chiesto l’adozione delle cosiddette “misure protettive” del patrimonio.

Il primo bilancio dall’avvio della procedura di composizione negoziata, effettuato da Unioncamere, sconta peraltro le problematiche riguardanti il numero, ancora ridotto, di esperti abilitati chiamati a condurre la procedura. Attualmente, infatti, sono solo una ventina in tutta Italia le figure che hanno chiesto ed ottenuto l’iscrizione agli elenchi regionali previsti dalla normativa ed ognuno di essi può gestire un massimo di 2 procedure.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Da Ministero del Lavoro e Unioncamere nuovi strumenti per conoscere l'imprenditoria migrante ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4994C160S123/da-ministero-del-lavoro-e-unioncamere-nuovi-strumenti-per-conoscere-l-imprenditoria-migrante.htm Fri, 10 Dec 2021 10:12:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4994C160S123/da-ministero-del-lavoro-e-unioncamere-nuovi-strumenti-per-conoscere-l-imprenditoria-migrante.htm Il rapporto dell’Osservatorio sull’inclusione socio-economica e finanziaria e la dashboard interattiva del Progetto Futurae. 644mila imprese di migranti in Italia

Sono online da oggi sul Portale Integrazione Migranti Integrazionemigranti.gov.it e sul sito di Unioncamere (www.unioncamere.gov.it) un rapporto dell’Osservatorio sull’inclusione socio-economica e finanziaria e una dashboard interattiva sulle imprese dei migranti. I nuovi strumenti di conoscenza sono stati realizzati nell’ambito del progetto Futurae, nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere e finanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie.

Conoscere l’imprenditoria migrante, comprenderne il ruolo e il rapporto con il resto del sistema produttivo, ci aiuta ad orientare meglio politiche e interventi”, dice Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Siamo di fronte a un fenomeno in crescita costante, che mostra grande vitalità e resilienza nelle crisi congiunturali e anche nel corso dell’emergenza sanitaria, ma non privo di debolezze e criticità. Avere un quadro chiaro è indispensabile per promuovere queste energie e incanalarle soprattutto in questa fase di ripresa e ripartenza, in un’ottica di sviluppo inclusivo e sostenibile per tutto il Paese”.

"Oggi ci confrontiamo con imponenti flussi migratori ai quali il mondo occidentale deve trovare il modo di dare adeguata risposta in termini di accoglienza, lavoro, possibilità di integrazione”, commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Il supporto all'avvio dell'attività imprenditoriale rappresenta una delle possibili risposte a quanti vogliano trasformare una buona intuizione in un progetto di vita e di lavoro e su questo le Camere di commercio giocano un ruolo importante”.

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Il rapporto dell’Osservatorio sull’inclusione socio-economica e finanziaria e la dashboard interattiva del Progetto Futurae. 644mila imprese di migranti in Italia

Sono online da oggi sul Portale Integrazione Migranti Integrazionemigranti.gov.it e sul sito di Unioncamere (www.unioncamere.gov.it) un rapporto dell’Osservatorio sull’inclusione socio-economica e finanziaria e una dashboard interattiva sulle imprese dei migranti. I nuovi strumenti di conoscenza sono stati realizzati nell’ambito del progetto Futurae, nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere e finanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie.

Conoscere l’imprenditoria migrante, comprenderne il ruolo e il rapporto con il resto del sistema produttivo, ci aiuta ad orientare meglio politiche e interventi”, dice Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Siamo di fronte a un fenomeno in crescita costante, che mostra grande vitalità e resilienza nelle crisi congiunturali e anche nel corso dell’emergenza sanitaria, ma non privo di debolezze e criticità. Avere un quadro chiaro è indispensabile per promuovere queste energie e incanalarle soprattutto in questa fase di ripresa e ripartenza, in un’ottica di sviluppo inclusivo e sostenibile per tutto il Paese”.

"Oggi ci confrontiamo con imponenti flussi migratori ai quali il mondo occidentale deve trovare il modo di dare adeguata risposta in termini di accoglienza, lavoro, possibilità di integrazione”, commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Il supporto all'avvio dell'attività imprenditoriale rappresenta una delle possibili risposte a quanti vogliano trasformare una buona intuizione in un progetto di vita e di lavoro e su questo le Camere di commercio giocano un ruolo importante”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lavoro: 354mila entrate previste dalle imprese a dicembre ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4993C160S123/lavoro--354mila-entrate-previste-dalle-imprese-a-dicembre.htm Thu, 09 Dec 2021 10:12:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4993C160S123/lavoro--354mila-entrate-previste-dalle-imprese-a-dicembre.htm Tiene la domanda di lavoro, con il 53,6% di contratti a tempo determinato
 

Sono 354mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di dicembre, circa 52mila in più (+17,5%) rispetto allo stesso periodo del 2019; nel trimestre dicembre 2021 – febbraio 2022 le imprese hanno in programma di assumere 1,4 milioni di lavoratori (+28,0% rispetto all’analogo trimestre 2019). Sotto il profilo congiunturale, tuttavia, le assunzioni programmate dalle imprese per dicembre sono inferiori di 111mila unità rispetto a novembre (-23,9%), anche per il clima di incertezza derivante dagli sviluppi a livello internazionale della pandemia e delle tensioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime.
A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

 

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Tiene la domanda di lavoro, con il 53,6% di contratti a tempo determinato
 

Sono 354mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di dicembre, circa 52mila in più (+17,5%) rispetto allo stesso periodo del 2019; nel trimestre dicembre 2021 – febbraio 2022 le imprese hanno in programma di assumere 1,4 milioni di lavoratori (+28,0% rispetto all’analogo trimestre 2019). Sotto il profilo congiunturale, tuttavia, le assunzioni programmate dalle imprese per dicembre sono inferiori di 111mila unità rispetto a novembre (-23,9%), anche per il clima di incertezza derivante dagli sviluppi a livello internazionale della pandemia e delle tensioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime.
A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Terremoto: incontro tra Unioncamere e Commissario Legnini ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4989C160S123/terremoto--incontro-tra-unioncamere-e-commissario-legnini.htm Mon, 06 Dec 2021 17:12:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4989C160S123/terremoto--incontro-tra-unioncamere-e-commissario-legnini.htm Il punto sugli interventi attuati a favore delle imprese dei territori colpiti dal terremoto del 2016, in particolare le piccole e le medie, e la conferma dell’impegno a collaborare con il Governo in tutti i campi di competenza delle Camere di commercio per il rilancio dell’economia territoriale. Sono i temi al centro dell’incontro, tenutosi oggi presso la sede di Unioncamere, tra il Commissario Straordinario del Governo alla Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, il segretario generale, Giuseppe Tripoli,  e i presidenti delle Camere di commercio dei territori interessati dal sisma che, cinque anni fa,  ha colpito l’Italia centrale.

Vista la capillarità della presenza del sistema camerale a livello locale, si è concordato di avviare un percorso di collaborazione per facilitare la realizzazione di interventi a favore delle Pmi.

Per il sistema camerale erano presenti il Presidente della Camera di commercio delle Marche, Gino Sabatini, quello della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, quello della Camera di commercio di Chieti/Pescara, Gennaro Strever, quella della Camera del Gran Sasso d’Italia, Antonella Ballone, quello della Camera di commercio di Viterbo/Rieti, Domenico Merlani ed il Presidente dell’Isnart, l’istituto per il turismo del sistema camerale, Roberto Di Vincenzo.

 

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Il punto sugli interventi attuati a favore delle imprese dei territori colpiti dal terremoto del 2016, in particolare le piccole e le medie, e la conferma dell’impegno a collaborare con il Governo in tutti i campi di competenza delle Camere di commercio per il rilancio dell’economia territoriale. Sono i temi al centro dell’incontro, tenutosi oggi presso la sede di Unioncamere, tra il Commissario Straordinario del Governo alla Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, il segretario generale, Giuseppe Tripoli,  e i presidenti delle Camere di commercio dei territori interessati dal sisma che, cinque anni fa,  ha colpito l’Italia centrale.

Vista la capillarità della presenza del sistema camerale a livello locale, si è concordato di avviare un percorso di collaborazione per facilitare la realizzazione di interventi a favore delle Pmi.

Per il sistema camerale erano presenti il Presidente della Camera di commercio delle Marche, Gino Sabatini, quello della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, quello della Camera di commercio di Chieti/Pescara, Gennaro Strever, quella della Camera del Gran Sasso d’Italia, Antonella Ballone, quello della Camera di commercio di Viterbo/Rieti, Domenico Merlani ed il Presidente dell’Isnart, l’istituto per il turismo del sistema camerale, Roberto Di Vincenzo.

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna regine dell'export made in Italy ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4988C160S123/lombardia--veneto-ed-emilia-romagna-regine-dell-export-made-in-italy.htm Fri, 03 Dec 2021 12:12:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4988C160S123/lombardia--veneto-ed-emilia-romagna-regine-dell-export-made-in-italy.htm I dati presentati al Connext di Milano

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regine dell’export italiano: vantano infatti più della metà delle imprese esportatrici tricolore e complessivamente il valore delle loro vendite all’estero è pari al 55% del totale Italia. Solo la Campania, tra le regioni meridionali, tallona il gruppo di testa guidato dal Nord e dal Centro, andando a posizionarsi al 6° per numero di imprese esportatrici e all’8° per valore delle vendite estere.

La graduatoria per regioni delle esportazioni italiane è contenuta nell’indagine del Centro studi Tagliacarne/Unioncamere, diffusa oggi in occasione dell’incontro "Il digitale a supporto dell'export", organizzato da Dintec, Promos Italia e InfoCamere al Connext di Milano.

Il digitale sta diventando sempre di più uno strumento indispensabile per l’internazionalizzazione delle imprese ed accorciare i divari tra il Nord e il Sud del Paese”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Le Camere di commercio sono impegnate quotidianamente per preparare le imprese in questi due percorsi, tra loro fortemente interconnessi. Sul fronte dell’internazionalizzazione, hanno aiutato oltre 10mila aziende in un anno con voucher, strumenti digitali e il rilascio di oltre un milione di documenti per l’export. Per aiutare le aziende a cogliere la sfida del digitale, la rete del Punti impresa digitale presenti in tutte le Camere di commercio ha coinvolto in quattro anni più di 400 mila imprenditori con iniziative di informazione, formazione e assistenza su 4.0, realizzando 40mila assessment”.

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I dati presentati al Connext di Milano

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regine dell’export italiano: vantano infatti più della metà delle imprese esportatrici tricolore e complessivamente il valore delle loro vendite all’estero è pari al 55% del totale Italia. Solo la Campania, tra le regioni meridionali, tallona il gruppo di testa guidato dal Nord e dal Centro, andando a posizionarsi al 6° per numero di imprese esportatrici e all’8° per valore delle vendite estere.

La graduatoria per regioni delle esportazioni italiane è contenuta nell’indagine del Centro studi Tagliacarne/Unioncamere, diffusa oggi in occasione dell’incontro "Il digitale a supporto dell'export", organizzato da Dintec, Promos Italia e InfoCamere al Connext di Milano.

Il digitale sta diventando sempre di più uno strumento indispensabile per l’internazionalizzazione delle imprese ed accorciare i divari tra il Nord e il Sud del Paese”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Le Camere di commercio sono impegnate quotidianamente per preparare le imprese in questi due percorsi, tra loro fortemente interconnessi. Sul fronte dell’internazionalizzazione, hanno aiutato oltre 10mila aziende in un anno con voucher, strumenti digitali e il rilascio di oltre un milione di documenti per l’export. Per aiutare le aziende a cogliere la sfida del digitale, la rete del Punti impresa digitale presenti in tutte le Camere di commercio ha coinvolto in quattro anni più di 400 mila imprenditori con iniziative di informazione, formazione e assistenza su 4.0, realizzando 40mila assessment”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Premio Storie di alternanza: coinvolti oltre 3mila studenti, 244 scuole e enti formativi, 335 progetti in gara ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4978C160S123/premio-storie-di-alternanza--coinvolti-oltre-3mila-studenti--244-scuole-e-enti-formativi--335-progetti-in-gara.htm Thu, 25 Nov 2021 16:11:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4978C160S123/premio-storie-di-alternanza--coinvolti-oltre-3mila-studenti--244-scuole-e-enti-formativi--335-progetti-in-gara.htm Primi classificati: Associazione Centro ELIS (Roma), Istituto di Istruzione Superiore "Podesti Onesti" (Ancona), Istituto Tecnico Industriale Enrico Fermi (Modena), Fondazione ITS per la Mobilità Sostenibile Aerospazio/Meccatronica (Torino)

Un'edizione rinnovata, 4 le categorie in gara, quasi 3.300 studenti coinvolti, 244 scuole, fondazioni ITS (istituti tecnici superiori) e centri per la formazione professionale partecipanti e oltre 330 progetti inviati: è questo il bilancio della IV edizione del Premio “Storie di alternanza”, promosso da Unioncamere e da 41 Camere di commercio per dare visibilità a racconti di alternanza e/o apprendistato realizzati nell’ambito di percorsi di formazione ITS, di percorsi duali o di percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO). 12 le scuole/enti formativi (licei, istituti tecnici e professionali, ITS e CFP) che si sono aggiudicate l’ambito riconoscimento consegnato oggi nell’ambito della trentesima edizione di Job&Orienta, il salone dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro 2021. I progetti sono stati elaborati e realizzati con il contributo di docenti, studenti e giovani degli istituti tecnici superiori, degli istituti scolastici italiani del secondo ciclo di istruzione e formazione e dei centri di formazione professionale, con la collaborazione dei tutor esterni/aziendali.

I ministri dell’Istruzione e del Lavoro, Patrizio Bianchi e Andrea Orlando, hanno voluto inviare un messaggio ai ragazzi presenti all’iniziativa. Il Ministro Bianchi ha sottolineato che il progetto “è un prezioso modello di educazione e formazione che coinvolge tutte le comunità scolastiche in uno scambio di idee ed esperienze”. Il ministro Orlando ha invece evidenziato come i premi assegnati siano “a valle di un percorso di sicuro interesse e che rappresenta la strada sulla quale lavorare per rafforzare le competenze e rendere il nostro Paese più competitivo, con un sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro più efficace”.


 

 

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Primi classificati: Associazione Centro ELIS (Roma), Istituto di Istruzione Superiore "Podesti Onesti" (Ancona), Istituto Tecnico Industriale Enrico Fermi (Modena), Fondazione ITS per la Mobilità Sostenibile Aerospazio/Meccatronica (Torino)

Un'edizione rinnovata, 4 le categorie in gara, quasi 3.300 studenti coinvolti, 244 scuole, fondazioni ITS (istituti tecnici superiori) e centri per la formazione professionale partecipanti e oltre 330 progetti inviati: è questo il bilancio della IV edizione del Premio “Storie di alternanza”, promosso da Unioncamere e da 41 Camere di commercio per dare visibilità a racconti di alternanza e/o apprendistato realizzati nell’ambito di percorsi di formazione ITS, di percorsi duali o di percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO). 12 le scuole/enti formativi (licei, istituti tecnici e professionali, ITS e CFP) che si sono aggiudicate l’ambito riconoscimento consegnato oggi nell’ambito della trentesima edizione di Job&Orienta, il salone dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro 2021. I progetti sono stati elaborati e realizzati con il contributo di docenti, studenti e giovani degli istituti tecnici superiori, degli istituti scolastici italiani del secondo ciclo di istruzione e formazione e dei centri di formazione professionale, con la collaborazione dei tutor esterni/aziendali.

I ministri dell’Istruzione e del Lavoro, Patrizio Bianchi e Andrea Orlando, hanno voluto inviare un messaggio ai ragazzi presenti all’iniziativa. Il Ministro Bianchi ha sottolineato che il progetto “è un prezioso modello di educazione e formazione che coinvolge tutte le comunità scolastiche in uno scambio di idee ed esperienze”. Il ministro Orlando ha invece evidenziato come i premi assegnati siano “a valle di un percorso di sicuro interesse e che rappresenta la strada sulla quale lavorare per rafforzare le competenze e rendere il nostro Paese più competitivo, con un sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro più efficace”.


 

 

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Excelsior: entro il 2025, 6 lavoratori su 10 dovranno avere competenze green o digitali ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4977C160S123/excelsior--entro-il-2025--6-lavoratori-su-10-dovranno-avere--competenze-green-o-digitali.htm Thu, 25 Nov 2021 10:11:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4977C160S123/excelsior--entro-il-2025--6-lavoratori-su-10-dovranno-avere--competenze-green-o-digitali.htm Entro il 2025, 6 lavoratori su 10 dovranno avere competenze green o digitali. Nei prossimi cinque anni, infatti, il mercato del lavoro avrà bisogno di almeno 2,2 milioni di nuovi lavoratori in grado di gestire soluzioni e sviluppare strategie ecosostenibili (il 63% del fabbisogno del quinquennio che include anche il turnover) e di 2,0 milioni di lavoratori in grado di saper utilizzare il digitale (il 57%). Come mostrano le previsioni a medio termine (2021-2025) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere - presentate oggi nell’ambito della trentesima edizione di Job&Orienta, il salone dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro 2021 - ecosostenibilità e digitalizzazione sono infatti tra i principali fattori di trasformazione per il mercato del lavoro. E a partire dal 2022 un ulteriore impulso arriverà grazie all’attuazione delle misure previste nel PNRR.

Già nell’ultima parte del 2021, come emerge dalle informazioni Excelsior sul IV trimestre, le imprese hanno intrapreso la caccia alle competenze per il green e il digitale per dare slancio alla ripresa. Le competenze green sono ritenute strategiche principalmente per i profili legati all’edilizia e alla riqualificazione abitativa (tecnici e ingegneri civili e installatori di impianti), per ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni, tecnici e gestori di reti e sistemi telematici e tecnici chimici. Le competenze digitali sono state richieste invece prevalentemente ai profili professionali ICT, quali analisti e progettisti di software, progettisti e amministratori di sistemi ma anche a ingegneri energetici e meccanici e a disegnatori industriali.

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Entro il 2025, 6 lavoratori su 10 dovranno avere competenze green o digitali. Nei prossimi cinque anni, infatti, il mercato del lavoro avrà bisogno di almeno 2,2 milioni di nuovi lavoratori in grado di gestire soluzioni e sviluppare strategie ecosostenibili (il 63% del fabbisogno del quinquennio che include anche il turnover) e di 2,0 milioni di lavoratori in grado di saper utilizzare il digitale (il 57%). Come mostrano le previsioni a medio termine (2021-2025) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere - presentate oggi nell’ambito della trentesima edizione di Job&Orienta, il salone dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro 2021 - ecosostenibilità e digitalizzazione sono infatti tra i principali fattori di trasformazione per il mercato del lavoro. E a partire dal 2022 un ulteriore impulso arriverà grazie all’attuazione delle misure previste nel PNRR.

Già nell’ultima parte del 2021, come emerge dalle informazioni Excelsior sul IV trimestre, le imprese hanno intrapreso la caccia alle competenze per il green e il digitale per dare slancio alla ripresa. Le competenze green sono ritenute strategiche principalmente per i profili legati all’edilizia e alla riqualificazione abitativa (tecnici e ingegneri civili e installatori di impianti), per ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni, tecnici e gestori di reti e sistemi telematici e tecnici chimici. Le competenze digitali sono state richieste invece prevalentemente ai profili professionali ICT, quali analisti e progettisti di software, progettisti e amministratori di sistemi ma anche a ingegneri energetici e meccanici e a disegnatori industriali.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Al via il progetto OPEN KNOWLEDGE, per far conoscere le 2.700 aziende confiscate e avviarle al recupero ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4973C160S123/al-via-il-progetto-open-knowledge--per-far-conoscere-le-2-700-aziende-confiscate-e-avviarle-al-recupero.htm Wed, 24 Nov 2021 09:11:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4973C160S123/al-via-il-progetto-open-knowledge--per-far-conoscere-le-2-700-aziende-confiscate-e-avviarle-al-recupero.htm 7 su 10 sono al Sud, quasi la metà opera nelle costruzioni e nel commercio ma un centinaio è attivo nella Sanità e nella fornitura di energia e ecqua

In Italia, ci sono oltre 2.700 aziende confiscate che attendono di essere restituite alla società civile. Se questo avvenisse, la loro attività produttiva potrebbe cresce di quasi il 300%, l’occupazione del 5-10%, e ulteriori benefici a livello territoriale e lungo la filiera produttiva si otterrebbero dalla riattivazione del circuito economico di forniture. A mostrarlo è una stima di Unioncamere, in collaborazione con il Centro studi Tagliacarne, sulla base dei dati presenti sul portale Open Data aziende confiscate
(https://aziendeconfiscate.camcom.gov.it). Il portale è uno strumento completo e dettagliato su queste realtà sottratte alla criminalità, fortemente concentrate nelle regioni meridionali (quasi il 70%), nelle costruzioni e nel commercio (circa la metà) ma che operano anche settori di interesse pubblico, come la Sanità (16 aziende) e la fornitura di energia e acqua (63).

Per restituire alla società civile queste imprese liberate dal giogo delle mafie, rilanciandone l’attività, occorre il lavoro di più soggetti, pubblici e privati, ed è indispensabile partire dalla conoscenza di questo patrimonio oggi chiaramente sottostimato. A questo è diretto il progetto OPEN KNOWLEDGE – Animazione e formazione per creare valore sociale, economico e civico per il territorio attraverso la conoscenza e l’utilizzo degli open data sulle aziende confiscate, ammesso a finanziamento nel quadro del PON Legalità 2014-2020.

L’iniziativa verrà realizzata da Unioncamere, dalle agenzie del sistema camerale (Centro studi Tagliacarne e Sicamera) e da 22 Camere di commercio di Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia.

Grazie al collegamento tra le banche dati dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati ed il Registro delle imprese delle Camere di commercio, siamo in grado di avere una mappatura dettagliata delle imprese sottratte alla criminalità e delle loro caratteristiche”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Le tecnologie, la condivisione delle informazioni e la collaborazione tra istituzioni e società civile possono contribuire a restituire alla società e al mercato queste attività, favorendo trasparenza, partecipazione e controllo sociale”.

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7 su 10 sono al Sud, quasi la metà opera nelle costruzioni e nel commercio ma un centinaio è attivo nella Sanità e nella fornitura di energia e ecqua

In Italia, ci sono oltre 2.700 aziende confiscate che attendono di essere restituite alla società civile. Se questo avvenisse, la loro attività produttiva potrebbe cresce di quasi il 300%, l’occupazione del 5-10%, e ulteriori benefici a livello territoriale e lungo la filiera produttiva si otterrebbero dalla riattivazione del circuito economico di forniture. A mostrarlo è una stima di Unioncamere, in collaborazione con il Centro studi Tagliacarne, sulla base dei dati presenti sul portale Open Data aziende confiscate
(https://aziendeconfiscate.camcom.gov.it). Il portale è uno strumento completo e dettagliato su queste realtà sottratte alla criminalità, fortemente concentrate nelle regioni meridionali (quasi il 70%), nelle costruzioni e nel commercio (circa la metà) ma che operano anche settori di interesse pubblico, come la Sanità (16 aziende) e la fornitura di energia e acqua (63).

Per restituire alla società civile queste imprese liberate dal giogo delle mafie, rilanciandone l’attività, occorre il lavoro di più soggetti, pubblici e privati, ed è indispensabile partire dalla conoscenza di questo patrimonio oggi chiaramente sottostimato. A questo è diretto il progetto OPEN KNOWLEDGE – Animazione e formazione per creare valore sociale, economico e civico per il territorio attraverso la conoscenza e l’utilizzo degli open data sulle aziende confiscate, ammesso a finanziamento nel quadro del PON Legalità 2014-2020.

L’iniziativa verrà realizzata da Unioncamere, dalle agenzie del sistema camerale (Centro studi Tagliacarne e Sicamera) e da 22 Camere di commercio di Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia.

Grazie al collegamento tra le banche dati dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati ed il Registro delle imprese delle Camere di commercio, siamo in grado di avere una mappatura dettagliata delle imprese sottratte alla criminalità e delle loro caratteristiche”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Le tecnologie, la condivisione delle informazioni e la collaborazione tra istituzioni e società civile possono contribuire a restituire alla società e al mercato queste attività, favorendo trasparenza, partecipazione e controllo sociale”.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Imprese: al via roadshow su nuove tecnologie 4.0 ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4965C160S123/imprese--al-via roadshow-su-nuove-tecnologie-4-0.htm Fri, 19 Nov 2021 10:11:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4965C160S123/imprese--al-via roadshow-su-nuove-tecnologie-4-0.htm Un roadshow in tutta Italia per far conoscere le opportunità offerte dal Piano Transizione 4.0 e dal PNRR e sostenere la sfida della digitalizzazione delle imprese. E’ quanto prevede l’iniziativa promossa dal Ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere, che, attraverso la rete dei Punti impresa digitale delle Camere di commercio, punta a raggiungere le imprese, soprattutto di piccole dimensioni e le cooperative, che finora non sono riuscite a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie 4.0. Un’attività estesa e capillare nel mondo delle Pmi,  partita in questi giorni, ma che si rivela necessaria, visto che solo nel 13% dei casi le imprese mostrano di possedere competenze avanzate nell’applicazione di nuove tecnologie 4.0.

Nel corso del roadshow, le imprese beneficeranno di supporti informativi predisposti ad hoc sulle singole misure del nuovo Piano Transizione 4.0 e potranno formulare quesiti tecnici, legati alle proprie peculiari esigenze, sia durante i webinar che, nella fase successiva, attraverso i PID. Sono 25 gli appuntamenti già definiti che si terranno entro fine anno. Ulteriori tappe si svolgeranno nei mesi successivi.

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Un roadshow in tutta Italia per far conoscere le opportunità offerte dal Piano Transizione 4.0 e dal PNRR e sostenere la sfida della digitalizzazione delle imprese. E’ quanto prevede l’iniziativa promossa dal Ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere, che, attraverso la rete dei Punti impresa digitale delle Camere di commercio, punta a raggiungere le imprese, soprattutto di piccole dimensioni e le cooperative, che finora non sono riuscite a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie 4.0. Un’attività estesa e capillare nel mondo delle Pmi,  partita in questi giorni, ma che si rivela necessaria, visto che solo nel 13% dei casi le imprese mostrano di possedere competenze avanzate nell’applicazione di nuove tecnologie 4.0.

Nel corso del roadshow, le imprese beneficeranno di supporti informativi predisposti ad hoc sulle singole misure del nuovo Piano Transizione 4.0 e potranno formulare quesiti tecnici, legati alle proprie peculiari esigenze, sia durante i webinar che, nella fase successiva, attraverso i PID. Sono 25 gli appuntamenti già definiti che si terranno entro fine anno. Ulteriori tappe si svolgeranno nei mesi successivi.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Transizione digitale: un servizio delle Camere di commercio per collegare le imprese alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4963C160S123/transizione-digitale--un-servizio-delle-camere-di-commercio-per-collegare-le-imprese-alla-piattaforma-digitale-nazionale-dati--pdnd-.htm Thu, 18 Nov 2021 11:11:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4963C160S123/transizione-digitale--un-servizio-delle-camere-di-commercio-per-collegare-le-imprese-alla-piattaforma-digitale-nazionale-dati--pdnd-.htm Realizzare un servizio che consenta alle imprese di dialogare in modo efficiente e trasparente con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), lo strumento istituito dal Governo per semplificare e velocizzare l’accesso alle informazioni pubbliche. È l’incarico affidato con il decreto Semplificazioni al sistema camerale italiano nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. L’iniziativa frutterà alle imprese italiane un risparmio in termini di tempo e minori oneri per acquisire le informazioni dalla PA.

Come funziona Utilizzando un modello ad “algoritmo aperto” (“OPAL” Open Algorithms), il servizio permetterà alla Pa - senza spostamento né duplicazione di dati – di fornire automaticamente «risposte certificate» a «domande autorizzate» da parte delle imprese per accedere a servizi e benefici pubblici. Si potrà così valorizzare l’elevato potenziale delle informazioni, presenti nelle infrastrutture informative pubbliche ad alta digitalizzazione, riducendo appunto i tempi di attesa per l’erogazione di servizi e i relativi oneri a carico delle imprese.

Per il presidente di Unioncamere, Andrea Prete “Semplificazione amministrativa e sburocratizzazione dei processi e delle procedure nei rapporti fra PA e imprese sono sfide centrali per raggiungere gli obiettivi del PNRR e rendere l’Italia un paese più efficiente. Grazie all’uso innovativo delle nuove tecnologie” – ha aggiunto il presidente Prete “la Pubblica amministrazione può diventare il migliore alleato del sistema produttivo per recuperare competitività nei confronti degli altri paesi. Con il Decreto Semplificazioni da poco varato, il Governo riconosce, ancora una volta, il ruolo strategico svolto dal sistema camerale e dal proprio sistema informatico nazionale a favore del rilancio dell’economia e delle imprese.”

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Realizzare un servizio che consenta alle imprese di dialogare in modo efficiente e trasparente con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), lo strumento istituito dal Governo per semplificare e velocizzare l’accesso alle informazioni pubbliche. È l’incarico affidato con il decreto Semplificazioni al sistema camerale italiano nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. L’iniziativa frutterà alle imprese italiane un risparmio in termini di tempo e minori oneri per acquisire le informazioni dalla PA.

Come funziona Utilizzando un modello ad “algoritmo aperto” (“OPAL” Open Algorithms), il servizio permetterà alla Pa - senza spostamento né duplicazione di dati – di fornire automaticamente «risposte certificate» a «domande autorizzate» da parte delle imprese per accedere a servizi e benefici pubblici. Si potrà così valorizzare l’elevato potenziale delle informazioni, presenti nelle infrastrutture informative pubbliche ad alta digitalizzazione, riducendo appunto i tempi di attesa per l’erogazione di servizi e i relativi oneri a carico delle imprese.

Per il presidente di Unioncamere, Andrea Prete “Semplificazione amministrativa e sburocratizzazione dei processi e delle procedure nei rapporti fra PA e imprese sono sfide centrali per raggiungere gli obiettivi del PNRR e rendere l’Italia un paese più efficiente. Grazie all’uso innovativo delle nuove tecnologie” – ha aggiunto il presidente Prete “la Pubblica amministrazione può diventare il migliore alleato del sistema produttivo per recuperare competitività nei confronti degli altri paesi. Con il Decreto Semplificazioni da poco varato, il Governo riconosce, ancora una volta, il ruolo strategico svolto dal sistema camerale e dal proprio sistema informatico nazionale a favore del rilancio dell’economia e delle imprese.”

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )
<![CDATA[ Indagine di Unioncamere presso le Centrali di Acquisto della GDO ]]> https://old.unioncamere.gov.it/P42A4961C160S123/indagine-di-unioncamere-presso-le-centrali-di-acquisto-della-gdo.htm Wed, 17 Nov 2021 11:11:00 GMT Rss https://old.unioncamere.gov.it/P42A4961C160S123/indagine-di-unioncamere-presso-le-centrali-di-acquisto-della-gdo.htm I dati di settembre forniti dalle Centrali di Acquisto della GDO mostrano un aumento dei prezzi dello 0,4%, rispetto al mese precedente, per i 46 prodotti maggiormente consumati e oggetto dell’indagine condotta da Unioncamere con la collaborazione di BMTI e REF Ricerche. Per gli stessi prodotti, inoltre, si prospettano incrementi intorno all’1,9% nel bimestre ottobre-novembre.

A settembre, tra i prodotti che hanno mostrato le maggiori variazioni rispetto al mese precedente, spiccano la farina di grano tenero (+2%) e la pasta di semola di grano duro (+0,9%) a causa dei rialzi delle rispettive materie prime. Aumenti anche per la carne di vitello (+4,2%) e di bovino adulto (+1,5%). Significativi aumenti, rispetto al bimestre precedente, si prefigurano anche per il bimestre ottobre-novembre: +1,9% considerando l’intero paniere dei prodotti, con picchi superiori al 10% per la pasta di semola e la passata di pomodoro, +6,5% per la farina di grano tenero e +5% per biscotti, fette biscottate e crackers.

Qualora le attese dovessero tradursi in consuntivi, l’inflazione alla produzione dei prodotti industriali si attesterebbe intorno al +4,8% nel bimestre ottobre-novembre. Rispetto ad un anno fa, infatti, ci si aspettano forti incrementi soprattutto per gli oli e i grassi (+11,9%), i derivati dei cereali (+6,4%) e lo scatolame (+5,6%), con rialzi del +14,8% per la pasta di semola, del +9,5% per la farina di grano tenero e del +19,2% per la passata di pomodoro, a seguito delle tensioni nei mercati internazionali. In particolare, le attese di forte rialzo nella filiera grano duro – pasta derivano dalla riduzione del raccolto in Canada e negli Stati Uniti causata dalla siccità estiva, a cui si aggiunge la diminuzione delle scorte globali conseguenti ad un livello della domanda superiore all’offerta.

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I dati di settembre forniti dalle Centrali di Acquisto della GDO mostrano un aumento dei prezzi dello 0,4%, rispetto al mese precedente, per i 46 prodotti maggiormente consumati e oggetto dell’indagine condotta da Unioncamere con la collaborazione di BMTI e REF Ricerche. Per gli stessi prodotti, inoltre, si prospettano incrementi intorno all’1,9% nel bimestre ottobre-novembre.

A settembre, tra i prodotti che hanno mostrato le maggiori variazioni rispetto al mese precedente, spiccano la farina di grano tenero (+2%) e la pasta di semola di grano duro (+0,9%) a causa dei rialzi delle rispettive materie prime. Aumenti anche per la carne di vitello (+4,2%) e di bovino adulto (+1,5%). Significativi aumenti, rispetto al bimestre precedente, si prefigurano anche per il bimestre ottobre-novembre: +1,9% considerando l’intero paniere dei prodotti, con picchi superiori al 10% per la pasta di semola e la passata di pomodoro, +6,5% per la farina di grano tenero e +5% per biscotti, fette biscottate e crackers.

Qualora le attese dovessero tradursi in consuntivi, l’inflazione alla produzione dei prodotti industriali si attesterebbe intorno al +4,8% nel bimestre ottobre-novembre. Rispetto ad un anno fa, infatti, ci si aspettano forti incrementi soprattutto per gli oli e i grassi (+11,9%), i derivati dei cereali (+6,4%) e lo scatolame (+5,6%), con rialzi del +14,8% per la pasta di semola, del +9,5% per la farina di grano tenero e del +19,2% per la passata di pomodoro, a seguito delle tensioni nei mercati internazionali. In particolare, le attese di forte rialzo nella filiera grano duro – pasta derivano dalla riduzione del raccolto in Canada e negli Stati Uniti causata dalla siccità estiva, a cui si aggiunge la diminuzione delle scorte globali conseguenti ad un livello della domanda superiore all’offerta.

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redazione@unioncamere.gov.it ( Redazione unioncamere.gov.it )